UN’EMOZIONE SENZA FINE

rebels - navy seals 13

Il giorno prima della partita e la mattina stessa alcuni tra noi avevano espresso le proprie emozioni. Il coach scriveva: ”Domani inizia il campionato di serie B. Sarà il primo per molti tra voi, sarà il ritorno per alcuni di voi. Sono molto curioso di vedere a che punto siamo arrivati, quanto i ragazzi nuovi hanno imparato in 5 mesi di lavoro e quanto i ragazzi più anziani ricordano di questo tipo di impegno agonistico. Siamo così eterogenei come gruppo che è difficile trovare un sentimento univoco nell’approcciare questo evento … Il minimo comune denominatore però deve essere sempre l’emozione che si prova di fronte a questi impegni. Quella emozione che stringe in gola, che fa accelerare il battito, che rende scontrosi, che ci fa sognare, immaginare ad occhi aperti, che ci rende invivibili le ore che precedono la partita … Domani avrete una occasione irripetibile, un treno che potrebbe passare una sola volta nella vita e non ve lo fate scappare, afferratelo. Che niente vi possa dissuadere dall’obiettivo … Non giocate con preoccupazione, giocate fiduciosi. Giocate concentrati, con voglia, con desiderio. Ogni azione mettete quella determinazione che deve partire dal ricordo di cosa avete e abbiamo dovuto fare per arrivare fino a questo punto. Pensate a quanti allenamenti, alle riunioni, alla pioggia, al fango, alle botte, ai rimproveri, pensate a tutto il sentiero percorso per meritarci la giornata di domani e le prossime partite.

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E allora, se c’è un momento per dare tutto, è arrivato. Non lasciate che gli schemi, gli assegnamenti vi annientino, vi rallentino, vi preoccupino. Pensate che sono armi a nostro favore che possono aiutarci, che possono differenziarci, che possono darci una chance. Giocate per voi ma giocate soprattutto per la squadra, per i compagni. Tendete la mano a chi sbaglia rincuorandolo ed esultate con chi ha fatto una bella cosa complimentandovi. Non vi accusate reciprocamente mai, non cercate alibi negli errori altrui, non sbraitate contro gli altri, compagni o avversari che siano. Pensate a giocare e a divertirvi. Respirate aria di football domani a pieni polmoni. Ve la siete meritata e godetevela tutta ma tutti insieme, come un gruppo, una squadra, un’unica cosa …”.

Il coach scriveva se c’è  un momento per dare tutto, è arrivato ed il capitano dell’attacco Silvio dal suo canto in contemporanea ribadiva scrivendo: “Per molti di voi sarà l’esordio, per me un attesissimo ritorno e con orgoglio lo farò da Ribelle. Un senso di ribellione ci ha unito per ripristinare i sani e saldi principi sportivi che devono esistere all’interno di una squadra, principi che il nostro coach nel tempo ci ha inculcato. Mi sono chiesto, ma esiste un vero e proprio motto per il ribelle? Si, dal “Trattato del Ribelle” il motto è “hic et nunc”: dal latino letteralmente significa “qui ed ora” ed indica una cosa che non ammette proroghe nella sua attuazione. Questo motto, nella sua semplicità, lo trovo straordinariamente appropriato a noi e al football. Oggi pensiamo e diamo il massimo nell’immediato, azione per azione, senza pensare all’esito della precedente e senza farci schiacciare dall’ansia per il risultato finale. Lottiamo insieme qui ed ora tra un passato rifiutato ed un futuro da dettare. Hic et nunc !“.

Riguardo i valori, il capitano della difesa Antonio aveva scritto: “ …  Come la storia di cenerentola che per arrivare al gran ballo ha dovuto superare varie difficoltà, anche noi per arrivare a disputare questo campionato di III divisione (serie B nazionale) abbiamo affrontato, passo dopo passo, con difficoltà, ma sempre insieme, gli innumerevoli problemi che ci si sono posti dinanzi … Ma analizziamo …. cosa ci spinge ad andare?? cosa ci spinge a continuare?? a prendere freddo e acqua, oppure tornare tardi a casa dopo una dura giornata di lavoro??? La risposta è semplice…..la passione!!! L’amore per questo sport!!! Uno sport dove vengono esaltati dei valori che non facilmente si trovano altrove!!!! Dove la fiducia è massima nei propri compagni perchè so che anche se verrò placcato 1-2-3-15 volte, il mio compagno ha dato il meglio per impedirlo e proteggermi!!! Dove so che io mi lancerei contro qualsiasi avversario, di qualsiasi stazza, pur di impedire la corsa su quel lato!!! Dove non esistono simulazioni….qua si cade!!! ci si fa male!!! ma ci si alza sempre!!! Sempre aiutato dai compagni!!! Per far vedere all’avversario che si, mi ha bloccato, ma non basta per fermarmi!!! Dove la parola sacrificio prende il vero significato!!! Ecco perchè ci consideriamo fratelli!! uniti da un legame indissolubile!!! … Ricordo i nostri primi passi, quando ancora non c’erano le attrezzature per tutti, quando la parola campionato non ci sfiorava nemmeno, quando al campo eravamo 5-6, poi piano piano siamo cresciuti … Così, ora siamo la quinta squadra del girone B, l’ultima….perfetto!!! questa posizione ci mette nella situazione di potere solo fare meglio!!!! siamo nella posizione e obbligo di dover dimostrare alla federazione che si è sbagliata a posizionarci ultimi nel girone e ultimi nella classifica per ranking!!!

Ed all’ultimo allenamento Vito, giocatore dell’attacco, ci aveva letto queste parole: “ C’è un momento che capita tutti i giorni. Quando il sole tramonta e non restano luci. Quando ti guardi allo specchio, ti guardi negli occhi e ti chiedi: avrei potuto dare di più? Avrei potuto lavorare più duro oggi? … Io penso che se ami ciò che fai tu lavorerai tutto il giorno più duramente di chiunque finchè le luci non si spegneranno. Non sarà facile. Non sarà semplice, perche sai che Ok non è proprio Ok e buono abbastanza non è mai davvero buono abbastanza. Buono non è solo una parola di 5 lettere quando stai cercando qualcosa in più, quando stai lavorando per provare ad essere migliore, stai lavorando per ciò che desideri, per tutti coloro accanto a te e lavorando per essere sicuro che quando ti guarderai allo specchio, sarai orgoglioso di colui che vedi. E ora proprio ora, è tempo di lavorare! “.

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Infine, coach Andrea a poche ore dalla partita aveva scritto: “Ricordate che il football americano è un gioco fantastico, di forza ma anche di astuzia, di contatto fisico ma anche di agilità !Non è una guerra ma si gioca combattendo e conquistando centimetro dopo centimetro. Ricordate che non è ciò che indossate che vi farà guerrieri ma ciò che avete dentro. Non dimenticate di portare con voi coraggio, ardore, cuore indomito … Oggi avete l’occasione per testare le vostre potenzialità … Ricordate che affianco avete 8 fratelli di lotta ed almeno altrettanti sulla sideline pronti a sostenervi ed aiutarvi. Stringetevi per mano, incoraggiatevi nei momenti di difficoltà, incitatevi e datevi forzagli uni con gli altri. Si gioca assieme, si soffre assieme e si gioisce assieme. Questo farà di noi una squadra. Ricordatevi che i coach saranno aldilà della linea bianca che delimita il campo ma con cuore e testa nei vostri cuori e nelle vostre teste. Se li sentirete urlare è per incoraggiarvi e consigliarvi …”

E così è arrivata la mattina della partita.

Al campo si è arrivati alla spicciolata e da subito ci siamo dedicati alla tracciatura che oltre che una necessità è ormai qualcosa che unisce. C’era qualche sorriso per la gioia di vivere quel momento e qualche faccia preoccupata per la tensione che saliva. Poi, sono arrivati gli avversari e quando sono entrati in campo son sembrati tanti e grossi. Poi siamo usciti noi coi nostri colori blu e giallo. Eravamo lì e ci son passatI per la mente tutti i singoli momenti che ci hanno portato ad oggi. Dalla fondazione a questa domenica son passati tre anni tra tanta incredulità, poca fiducia, qualche presa in giro di troppo. Ma eravamo lì, pronti ad affrontare la prima partita ufficiale a dispetto di tutto e di tutti, orgogliosi di quanto abbiamo fatto tutti per la nostra squadra a dimostrazione che i veri valori dello sport si possono portare avanti e possono ancora vincere. Vincere non per forza sul campo ma nelle idee e nei principi. Poi il riscaldamento, il riconoscimento, il discorso prepartita, la preghiera, i capitani al centro del campo e finalmente il kick off. La tensione era alta prima di tutto negli occhi degli allenatori perché anche dopo 30 anni, l’emozione non cambia di una virgola ed anzi non giocare forse la raddoppia. E come si poteva immaginare abbiamo visto di tutto.

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Errori singoli, errori di squadra, confusione sulle formazioni o nelle sostituzioni. Tutte cose ampiamente preventivate. Ma poi si son visti tanti singoli pregevoli gesti tecnici. Ricezioni, corse, finte, blocchi, lanci e tanti buonissimi placcaggi con sack e fumble causati. Si è visto soprattutto che nessuno si è tirato indietro sebbene qualcuno sia stato vinto dall’emozione e per qualche tratto della partita ne sia rimasto bloccato come era chiaro guardando in faccia ognuno voi. Ma la voglia c’era prima del kick off, c’era a fine primo tempo nello spogliatoio e c’era in quei minuti finali che hanno deciso la partita. Un chiaro indizio è stato che qualcosa che avevamo sbagliato durante tutta la partita, l’abbiamo fatta benissimo quando serviva ed era decisiva. La safety è figlia innanzitutto di un perfetto snap, un magnifico punt e un’ottima copertura sul punt stesso che ha dato palla agli avversari sulla 1 yard. Questo è un gran segnale su cui costruire. E poi lì esplosione della gioia finale. Meritata, si davvero meritata. E quegli occhi sorridenti di fine gara hanno ripagato di tanti sacrifici, di qualche amarezza ed incomprensione e di tante ore passate al campo con ogni condizione di tempo. Lo avevamo immaginato, sognato, prefigurato, fantasticato ed era appena successo. Un momento storico per tutti noi ma se ieri avessimo avuto la sensazione di essere inadeguati a questo livello, molti tra noi avremmo potuto pensare innanzitutto di aver fatto un errore ad iscriverci e poi che sarebbe stato quasi inutile forzare troppo gli allenamenti. E invece no !!! Abbiamo avuto tutti la sensazione di poterci stare almeno fino ad oggi ed allora adesso si vedrà cosa vogliamo, cosa desideriamo. Sarebbe delittuoso non darci dentro per migliorarci e provare a competere anche con tutti gli altri. Bisogna crederci e lavorare sodo e perora godiamoci questo primo posto che seppur effimero ci riempie di orgoglio.

GO REBELS !!!

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