È finita una stagione intensa

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È finita una stagione intensa, piena di emozioni e di sensazioni ritrovate dopo qualche anno di pausa. Era una sfida sulla cui opportunità abbiamo ragionato a lungo consapevoli dei rischi legati al roster risicato, alla possibilità di infortuni ed indisponibilità, alla totale mancanza di esperienza. Alla fine però è prevalso il desiderio di far confrontare i ragazzi col football vero anche per non rischiare di restare fermi una intera stagione. Le perplessità erano molte e sono state confermate sin dalla prima partita con la quale però è arrivata anche la prima vittoria che era l’obiettivo che ci si era posti. Sia in quella partita che nelle successive a prescindere dai risultati, sono emersi dati che si potevano immaginare e che costituiscono un inevitabile percorso di crescita a tappe sotto ogni profilo. Ci sono stati molti buoni spunti, ci sono state delle reazioni positive inaspettate, gesti tecnici pregevoli che si sono alternati ad errori evitabili e ad altri fisiologici. C’è stata una persistente sensazione che la strada è quella giusta e che bisogna continuare a percorrerla convinti di potercela fare e di essere degni di partecipare a manifestazioni di tal genere.

Dopo sei partite è chiaro ora per tutti e soprattutto ai ragazzi il livello che si deve raggiungere per poter puntare ad una stagione con record positivo. Sappiamo su cosa dobbiamo lavorare e attraverso quale percorso passa il miglioramento cui tendiamo e che sarà imprescindibile per ben figurare. Occorre una crescita sotto il profilo numerico, atletico, fisico, tecnico e tattico, una crescita sotto l’aspetto delle conoscenze che pur essendo già ricche devono accrescersi. Occorre una crescita sotto il profilo della maturità che deve portare ogni singolo atleta a sentirsi tale anche al di fuori dal campo dove probabilmente il prossimo anno si potrà fare la differenza. Mi riferisco al fatto che due allenamenti a settimana non sono stati e non saranno sufficienti a colmare quel gap riscontrato nel campionato appena finito ed allora i singoli giocatori saranno chiamati a svolgere un lavoro fuori dal campo da realizzare da soli, in piccoli gruppi o in reparti sotto la guida dettagliata degli allenatori. Ciò allo scopo di darsi e di raggiungere degli obiettivi poi da riscontrare periodicamente sul campo. Questo consentirà una crescita atletica e fisica e permetterà una crescita tecnica e tattica potendo dedicare a questi aspetti gran parte degli allenamenti sul campo.

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Bisogna insomma nelle prossime settimane decidere che cosa vogliamo fare da grandi. Le strade sono due: la prima è ripetere il percorso dell’anno scorso consapevoli del fatto che non potrà portarci ad esiti differenti dagli ultimi; la seconda è voler puntare più in alto ed alzare l’asticella. Il football d’altronde si può giocare in vario modo e come avete visto si può partecipare ad un campionato nazionale anche in assenza di esperienza. Dato questo per assunto e verificato, bisogna vedere cosa vogliamo dal prossimo anno e chi resterà in squadra dovrà avere un solo volere comune costituito da un obiettivo per il quale lavorare insieme con piacere e divertimento. Il duro lavoro può superare il talento se il talento non è bene allenato e questo deve servirci da monito e da sprone per tutta la nuova stagione. Dal campo di allenamento bisognerà uscire distrutti e fieri di aver dato tutto al punto che poi le partite dovranno risultare quasi una passeggiata defatigante.

A questo, dovrà forzatamente aggiungersi un lavoro certosino da svolgersi in questi due mesi attraverso il quale convogliare al campo quante più persone possibile. È un lavoro questo che non deve fermarsi mai e che deve essere svolto da tutti nella concreta convinzione che la squadra siete tutti voi. Lo scorso anno abbiamo iniziato in 50 i primi allenamenti e abbiamo finito il campionato in 20. Se questo è vero, sappiamo a cosa dobbiamo puntare e a quanta gente dobbiamo portare al campo a settembre ma anche sin da adesso considerato che continueremo ad allenarci per alcune settimane. Così come andranno trovate forze fresche tra amici e parenti da inserire presto nei quadri dirigenziali per coadiuvare chi resterà a gestire le cose della squadra.

Un ringraziamento particolare va a tutti quei ragazzi che si sono infortunati durante il cammino, a coloro che dovranno essere operati e a coloro che hanno stretto i denti lottando col dolore. A coloro che hanno dato un grande esempio non mancando mai agli allenamenti né tantomeno alle partite. Ai dirigenti che tra mille difficoltà hanno fatto di tutto per creare le condizioni perché questo campionato si disputasse al meglio e a tutto il coaching staff che si è speso settimanalmente per farvi migliorare. Un grazie va agli sponsor che ci hanno sostenuto in questo cammino, ai tifosi e a tutti coloro che hanno contribuito a vario titolo alla creazione di questa squadra, a chi ha ripreso le immagini delle partite, a chi ha curato la pagina e creato le locandine, a chi, insomma, ha creduto in questo sogno.

Ora, perché questo sogno non svanisca ma si intensifichi, sta solo a noi sancire un patto di sangue non scritto tra di noi guardandoci diritto negli occhi per andare tutti verso una stessa direzione, un solo obiettivo. Da uomini e non da ragazzini che si affacciano per la prima volta a qualcosa. Il tempo dei giochi è finito ed ora si fa sul serio.

Grazie a tutti per avermi fatto rivivere le emozioni che solo il football può regalare. GO REBELS !

Coach Mario Pironti

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